Paesaggio
spazio
Camille Pissarro
The Boulevard Montmartre on a Winter Morning, 1897-Camille Pissarro
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Umidità evidente.
Visibile massa che si modella alle cose inglobando l’ambiente.
Lo spazio ora appare visibilmente pieno, come sempre è.
La massa cade avanzando rapida.
Un’alba d’ottobre.
La città nascosta, silenziosa, ferma, è avvolta dalla delicatezza dell’umido.
L’atmosfera condensata non è bianca, nemmeno pallidamente imbiancata, neppure il più delicato dei colori pastello.
È innumerevoli cristalline goccie d’acqua sospese, colorate dal freddo.
Dentro la massa le cose sono visibili a breve distanza.
Lì, in un punto, l’impressione di esserne fuori è contraddetta dai sensi e dalla realtà.
Le panchine in legno, verniciate color marrone, che fiancheggiano il viale dell’isola pedonale, silenziosa, sono coperte da goccie d’acqua.
A poco a poco le goccie, dilatandosi, si uniscono alla goccia vicina, modificando la perfezione in forma imperfetta che, aggregandosi ad altre imperfezioni, lasciano le panchine uniformemente bagnate.
Le palme, ugualmente distanti l’una dall’altra, seguono rette parallele.
Dalla punta delle foglie coriacee si affacciano, in rapida successione, goccie d’acqua che precipitano pesantemente una dietro l’altra, unendosi al bagnato sul suolo.
Sensazione di pioggia.
Il presente, all’ultima panchina, mi coglie distratta da ciò che è stato.
L’uniformità del bagnato ritorna in forma di goccie, distanti l’una dall’altra, contratte.
Leggere goccie che piano piano scompaiono, lasciando un alone secco sulla vernicie marrone.
Il ritmo alternato dei colori dei semafori, è già in funzione.
L’aria, la luce del giorno, spaziano.
La chiarezza porta lontano.
Un autobus passa veloce.
Il rumore, lentamente, sostituisce il silenzio.
L’aroma del caffè è nell’aria. Le tazzine tintinnano.
Il suono delle parole esce dai bar mescolandosi al rumore.
Passi che si avvicinano, che si allontanano, svelti, lenti, in corsa, raggiungono luoghi.
Il fare umano continua, velocemente.
spzio






